Nato dall’integrazione tra DOM e C-Blade, WeBlade è una piattaforma industriale unica in Europa, qualificata presso tutti i principali OEM mondiali di turbine. L’intero management team ha reinvestito al fianco di IGI e continuerà a guidare il Gruppo nella prossima fase di crescita. LGT Capital Partners, Crédit Agricole Italia tramite il fondo Amundi Private Equity Italia e BNP Paribas BNL Equity Investments hanno supportato IGI in qualità di coinvestitori.
IGI Private Equity, attraverso il fondo IGI Sustainable Transition Fund e con il supporto di LGT Capital Partners, Crédit Agricole Italia tramite il fondo Amundi Private Equity Italia e BNP Paribas BNL Equity Investments in qualità di coinvestitori, rileva il controllo del Gruppo WeBlade (il «Gruppo» o «WeBlade»), composto da DOM S.r.l. (Invorio – NO) e dalla controllata al 100% C-Blade S.p.A. (Maniago – PN), tra i principali produttori al mondo di pale (blades) per turbine destinate alla generazione di energia elettrica da parte di Ethica Global Investments ed altri soci. L’intero management team ha reinvestito nell’operazione al fianco di IGI e continuerà a guidare il Gruppo, a conferma del forte commitment della squadra sul progetto industriale condiviso.
Con oltre 70 anni di esperienza, WeBlade è oggi una delle poche realtà al mondo a presidiare l’intera catena del valore della paletta per turbine: dall’ingegnerizzazione alla forgiatura, fino alla lavorazione meccanica di precisione e alla finitura. Il Gruppo nasce nel 2024 dall’integrazione tra DOM — piattaforma acquisita nel 2020 e specializzata nella lavorazione meccanica di pale — e C-Blade, focalizzata sulla forgiatura e finitura di pale di grande dimensione, un segmento a forte barriera all’ingresso presidiato a livello globale da un numero limitato di operatori dotati di capacità di forgiatura. Questa combinazione ha completato la catena del valore e dato vita a una piattaforma industriale unica nel panorama europeo, in grado di coprire l’intera gamma dimensionale delle pale sia per le nuove installazioni sia per l’aftermarket.
Negli ultimi anni il Gruppo si è affermato come fornitore qualificato e partner tecnico di riferimento per tutti i principali OEM mondiali attivi nella produzione di turbine — tra cui Siemens Energy, Ansaldo Energia, Doosan e GE Vernova — oltre che per i maggiori operatori indipendenti di manutenzione e revisione (MRO). WeBlade detiene una quota rilevante nel segmento a più elevata complessità tecnologica delle pale forgiate e lavorate, dove know-how ingegneristico, certificazioni e stampi proprietari costituiscono una barriera competitiva difficilmente replicabile e rendono il Gruppo un fornitore di rilevanza strategica per l’intera filiera della power generation.
Il Gruppo conta circa 185 dipendenti distribuiti su tre stabilimenti produttivi di proprietà nel Nord Italia e ha chiuso l’esercizio 2025 con ricavi consolidati di circa €41 milioni, in crescita del 13% rispetto all’anno precedente, e un EBITDA superiore a €10 milioni, pari a una marginalità del 25% circa — in deciso miglioramento rispetto agli anni precedenti.
«WeBlade incarna appieno la strategia di IGI di investire nella transizione sostenibile, secondo i principi dell’economia circolare — Reduce, Reuse, Recycle. Le turbine a gas e a vapore generano oggi circa il 40% dell’elettricità mondiale e costituiscono …
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ThermoKey (IGI Private Equity) entra nel gruppo Vertiv
L’azienda di Rivarotta (UD), specializzata in soluzioni di scambio termico ad alta efficienza entra a far parte di Vertiv per accelerare la crescita internazionale e rafforzare capacità produttiva e competenze. La sede e i 320 dipendenti restano in Friuli.
ThermoKey S.p.A., azienda friulana specializzata nello sviluppo e nella produzione di soluzioni di scambio termico ad alta efficienza, e Vertiv (NYSE, S&P500), leader mondiale nelle infrastrutture digitali critiche, annunciano il completamento dell’acquisizione di ThermoKey da parte di Vertiv, rafforzando il portafoglio di soluzioni per la gestione termica nelle applicazioni di data center ad alta densità e intelligenza artificiale. L’operazione porta la tecnologia nata in Friuli-Venezia Giulia al centro di una delle industrie più strategiche del momento: quella che tiene in funzione i server su cui girano cloud, intelligenza artificiale e servizi digitali ad alta intensità di calcolo.
Con l’ingresso in Vertiv, ThermoKey accede a una rete industriale e commerciale globale che le consentirà di accelerare la crescita e lo sviluppo dei propri prodotti. La sede resta a Rivarotta, le 320 persone impiegate restano, e Giuseppe Visentini, che guida l’azienda dal rilancio del 2013, continuerà a dirigerla garantendo continuità per clienti, partner e dipendenti.
“Per ThermoKey questa operazione rappresenta un’accelerazione e un riconoscimento del lavoro svolto negli anni” dichiara Giuseppe Visentini, CEO di ThermoKey. “Dal 2013 abbiamo costruito un solido percorso di crescita industriale fondato su tecnologia, capacità produttiva e persone, e con Vertiv troviamo la scala globale per valorizzarlo pienamente. Con Vertiv portiamo queste competenze su scala globale, e lo facciamo restando in Friuli. La nostra responsabilità, ora, è trasformare questa nuova dimensione in opportunità di crescita per l’azienda, per le persone e per il territorio”.
L’operazione si inserisce in una fase di profonda trasformazione del mercato. La crescita dell’intelligenza artificiale sta infatti trainando la domanda di data center sempre ad alta capacità, compatti ed efficienti. Più i server diventano potenti e densi, più il controllo termico diventa critico.
“Le infrastrutture di intelligenza artificiale crescono a un ritmo senza precedenti e la gestione termica è oggi un elemento critico centrale per incrementare capacità di calcolo ed efficienza” dichiara Giordano Albertazzi, CEO di Vertiv. “Con ThermoKey rafforziamo la nostra capacità di offrire soluzioni di scambio termico differenziate, integrate e ad alte prestazioni, che aiutano i clienti ad implementare più rapidamente, operare in modo più efficiente e crescere con fiducia.”
Negli ultimi anni ThermoKey è stata supportata nel proprio sviluppo da IGI Private Equity, che ha accompagnato l’azienda nell’accelerazione degli investimenti in ricerca e sviluppo, nell’espansione della capacità produttiva e nel rafforzamento dell’organizzazione. In questo periodo, ThermoKey ha sviluppato tecnologie proprietarie per sistemi di raffreddamento più efficienti, resilienti e sostenibili, tra cui dry cooler e scambiatori ad alte prestazioni, progettati anche per refrigeranti naturali a basso impatto ambientale.
“Negli ultimi anni ThermoKey, anche grazie al supporto di IGI Private Equity, ha accelerato gli investimenti in R&D, rafforzato la struttura organizzativa e sviluppato in modo significativo la propria capacità produttiva” afferma Angelo Mastrandrea, Partner di IGI Private Equity e Presidente di ThermoKey. “Questo percorso ha creato le condizioni per …
Meter rileva il controllo del gruppo Colzani
IGI Private Equity, tramite la propria partecipata Meter S.p.A. e con il supporto, tra i co-investitori, di Crédit Agricole Italia tramite Amundi Private Equity Italia e di Banca IFIS S.p.A. nonché di Neverquit S.r.l., annuncia l’acquisizione del 100% di Colzani Ingranaggi S.r.l. e delle sue controllate, gruppo attivo nella progettazione e produzione di ingranaggi e organi di trasmissione custom per applicazioni industriali pesanti. La famiglia Colzani, fondatrice della realtà brianzola, ha reinvestito nell’operazione, assicurando continuità gestionale e il pieno presidio delle competenze chiave.
L’operazione si inserisce nella strategia di IGI orientata alla transizione sostenibile di aziende familiari italiane, accompagnate in percorsi industriali strutturati e nella costruzione di piattaforme solide e scalabili, anche attraverso operazioni mirate di crescita per linee esterne.
L’ingresso di Meter nel capitale del Gruppo Colzani si configura come un’operazione con una forte connotazione industriale nell’ambito di un progetto di sviluppo volto alla creazione di una piattaforma integrata nei sistemi di trasmissione meccanica custom. L’operazione dà vita a un nuovo gruppo attivo nei sistemi di trasmissione di potenza, fondato sulla complementarità tra i cuscinetti custom di Meter e gli ingranaggi e componenti di Colzani, con l’obiettivo di consolidare il posizionamento competitivo nei segmenti industriali a maggior complessità tecnica, valorizzando italianità e saper fare. L’operazione consente di valorizzare sinergie sia industriali che commerciali, accrescere l’integrazione verticale e ampliare l’offerta del Gruppo sia in termini di mercati serviti che di prodotti.
La società, con sede principale a Mariano Comense (CO), è specializzata nella progettazione e produzione di ingranaggi e organi di trasmissione di potenza customizzati, destinati prevalentemente a laminatoi e impianti siderurgici, oltre che a macchine utensili, settore racing e power generation.
Fondato nel 1988, Colzani ha progressivamente sviluppato le proprie competenze fino a diventare uno dei pochissimi player di riferimento in Italia nel segmento dei pezzi di grande diametro e ad elevata complessità, con una produzione caratterizzata da lotti ultraridotti. Il posizionamento premium è supportato da un parco macchine numeroso e completo, che consente di gestire internamente tutte le lavorazioni critiche, creando un significativo elemento differenziante sul mercato.
Nel 2025 Colzani ha realizzato ricavi per circa € 15 milioni, occupa oltre 70 dipendenti distribuiti su quattro siti produttivi in Lombardia, realizzando ottime performance e valore per i propri clienti.
Marco Colzani manterrà il ruolo di CEO di Colzani, come anche Ornella Colzani continuerà a supportare lo sviluppo del progetto, garantendo continuità operativa e gestionale e favorendo un percorso di integrazione delle due realtà. La famiglia Colzani reinvestirà nel gruppo Meter. Il progetto di creazione di un gruppo, campione a livello europeo, prende con questa acquisizione ulteriore slancio. Il progressivo rafforzamento della struttura organizzativa, anche attraverso l’inserimento di nuove competenze, consentirà di lavorare intensamente alla ricerca e sviluppo di sinergie. Nel suo insieme, il nuovo Gruppo potrà contare su una base industriale articolata su più siti produttivi in Italia, negli Stati Uniti ed in Cina (complessivamente 58.000 m²), impiegherà oltre 280 dipendenti e potrà fare leva su una presenza commerciale internazionale.
“Sono molto contento di questa prima acquisizione completata da Meter, a poco più di un anno …
IGI Private Equity rileva il controllo di Cerantola S.p.A. e Ceraplast S.r.l.
Gli imprenditori Michele, Roberto e Fabio Cerantola hanno reinvestito nell’operazione, assicurando continuità gestionale e il presidio delle funzioni chiave a supporto del nuovo Amministratore Delegato. Sistemi Tecnologici, che ha ceduto la partecipazione in Cerantola e Ceraplast, fa capo alla famiglia fondatrice. IGI Private Equity, con il supporto di Crédit Agricole Italia tramite Amundi Private Equity Italia in qualità di coinvestitore, acquisirà il controllo del Gruppo.
IGI Private Equity, con il supporto di Crédit Agricole Italia tramite Amundi Private Equity Italia in qualità di coinvestitore, prosegue la strategia di investimento focalizzata sulla transizione sostenibile di aziende familiari annunciando l’acquisizione della maggioranza di Cerantola S.p.A. e Ceraplast S.r.l.
Cerantola, con sede a Ramon (TV), è un contract manufacturer attivo nella progettazione, produzione e commercializzazione di componenti per sedute e kit per sedie complete, in plastica e metallo, con posizionamento premium. Fondata nel 1986 dalla famiglia Cerantola e sviluppata nel corso di oltre quarant’anni da Michele, Roberto e Fabio Cerantola, la Società ha intrapreso un percorso di crescita progressiva che l’ha portata a divenire uno dei principali player integrati del settore a livello europeo.
La Società, che conta circa 70 dipendenti, ha chiuso l’esercizio 2024 con ricavi consolidati di circa € 28 milioni e un EBITDA superiore a € 8 milioni. La produzione è realizzata in un unico sito di 23.000 m² a Ramon (TV), può contare su una supply chain consolidata, un efficiente processo produttivo completamente integrato, e un magazzino automatizzato, garantendo un livello di servizio ai massimi livelli di settore.
Con l’obiettivo di avviare una ulteriore fase di forte sviluppo, Michele e Roberto Cerantola, che rimarranno attivi nella gestione dell’azienda e che reinvestiranno mantenendo una partecipazione di larga minoranza, hanno deciso di aprire il capitale ad IGI ed ai suoi co-investitori. Più in dettaglio il piano strategico prevede un sostanziale sviluppo del fatturato sia per acquisizioni sia per via organica continuando ad investire in capacità produttiva e potenziando l’organizzazione commerciale anche all’estero. Flessibilità, livello di servizio, qualità e competenze tecniche rendono Cerantola un fornitore affidabile, apprezzato e pluripremiato dai propri clienti.
“Cerantola è un’eccellenza produttiva, agile, efficiente e ben investita. La visione dei fratelli Cerantola ha consentito il raggiungimento di una posizione di leadership sia in termini di redditività che di servizio al cliente, costituendo una solida base per un progetto di sviluppo e crescita ancora più ambizioso. Intendiamo, coerentemente con il DNA di IGI, lavorare ad un progetto con una decisa connotazione industriale, che porterà Cerantola a essere una realtà ancora più rilevante e di riferimento nel proprio contesto competitivo.” dichiara Andrea Bruschi, Partner di IGI Private Equity.
“Cerantola nasce dal percorso imprenditoriale che io e i miei fratelli abbiamo costruito nel tempo, con dedizione, visione e un forte radicamento nella nostra storia familiare e verso il nostro territorio. Grazie a investimenti costanti volti all’ottimizzazione ed automazione del modello produttivo e a un’attenzione rigorosa alla qualità e all’innovazione dei nostri prodotti, l’azienda ha raggiunto una posizione competitiva riconosciuta a livello internazionale. Riteniamo che questo sia il momento per avviare una nuova fase di crescita. Attraverso un …
IGI Private Equity acquista il controllo di Faccin
L’attuale Amministratore Delegato, Andrea Ceretti, ha reinvestito nell’operazione e continuerà a ricoprire la carica di CEO del Gruppo. Consilium ha ceduto la partecipazione in Faccin insieme agli esponenti della famiglia fondatrice Nicola, Barbara, Francesca e Timothi Faccin.
IGI Private Equity, con il supporto di Equiter in qualità di coinvestitore, rileva il controllo di Faccin S.p.A. (la “Società” o il “Gruppo”), società di Visano (BS) fondata nel 1960 e attiva nella progettazione e produzione di macchine speciali per la deformazione dei metalli (e.g. calandre, macchine per fondi bombati e curvaprofili). Nell’operazione ha investito Andrea Ceretti, che continuerà a guidare il Gruppo in qualità di Amministratore Delegato, insieme all’attuale management team a testimonianza del forte commitment della squadra nell’implementazione del progetto industriale condiviso.
Faccin ha avviato un importante percorso di trasformazione a partire dal 2018 con la nomina di Andrea Ceretti alla guida del Gruppo. Sotto la sua leadership, l’azienda ha intrapreso una chiara direzione strategica, rafforzato la presenza internazionale e completato una profonda riorganizzazione industriale e manageriale. Il Gruppo ha progressivamente affinato il proprio posizionamento, focalizzandosi su soluzioni ad alto valore aggiunto e crescente complessità e dimensione, con particolare attenzione ai mercati più promettenti quali quello del wind e dell’idrogeno. Faccin si distingue oggi per l’elevata flessibilità progettuale e la capacità di sviluppare impianti completamente customizzati, anche e soprattutto di grande dimensione, rispondendo proattivamente alle sfide che la clientela globale sottopone. L’attenzione al livello di servizio ed all’evoluzione tecnologica del prodotto ha permesso al Gruppo di consolidare il proprio vantaggio competitivo a livello globale. Faccin è oggi riconosciuta tra i 3 principali leader mondiali del settore grazie all’eccellenza tecnica, alla solida qualità di prodotto ed alla capacità di adattarsi rapidamente all’evoluzione del mercato di riferimento.
La Società, che conta oltre 110 dipendenti, ha chiuso l’esercizio 2024 con ricavi consolidati di oltre 60 milioni di euro, in crescita del 10% rispetto all’esercizio precedente, e un EBITDA superiore a 11 milioni di euro. La produzione è realizzata in un unico sito di 28mila mq a Visano (BS), può contare su una supply chain consolidata e di elevata qualità, e beneficia della presenza commerciale diretta in alcuni mercati, tramite le controllate Faccin USA e Faccin GmbH.
“Nel perseguire la strategia di IGI di investire nella transizione sostenibile ed in coerenza con i principi dell’economia circolare – Reduce, Reuse, Recycle – riteniamo che Faccin rappresenti un’opportunità dal grande valore industriale e strategico. La Società è posizionata come abilitatore tecnologico di filiere critiche per la decarbonizzazione, in particolare nel settore eolico e in quello dell’idrogeno, attraverso la fornitura di macchinari essenziali per la produzione di torri eoliche e pressure vessels di nuova generazione. Le soluzioni di Faccin contribuiscono concretamente alla riduzione dell’impronta ambientale: l’automazione dei processi e la progressiva elettrificazione dei macchinari migliorano l’efficienza produttiva e riducono consumi ed emissioni. L’attenzione alla progettazione di sistemi durevoli, ad alta efficienza e pensati per essere installati direttamente in prossimità dei cantieri, con conseguente abbattimento dei costi di trasporto e logistici, riflette una visione industriale coerente con i nostri valori” dichiara Angelo Mastrandrea, …
IGI Private Equity rileva la maggioranza di Meter S.p.A.
L’imprenditore Vittorio Musso reinveste nell’operazione e continuerà a ricoprire la carica di CEO di Gruppo gestendo l’azienda con il supporto dei figli Filippo e Corrado. IGI Private Equity, con il supporto di Crédit Agricole Italia tramite Amundi Private Equity Italia e Banca Ifis in qualità di coinvestitori, acquisirà il controllo della Società.
IGI Private Equity, con il supporto di Crédit Agricole Italia tramite Amundi Private Equity Italia e Banca Ifis in qualità di coinvestitori, prosegue la strategia di investimento focalizzata sulla transizione sostenibile di aziende famigliari annunciando l’acquisizione della maggioranza di Meter S.p.A.
Meter S.p.A., con sede a Robassomero (TO), è attiva nella produzione di cuscinetti a sfere e rulli custom per applicazioni speciali. Fondata nel 1980 da Vittorio Musso e gestita dalla famiglia Musso, è cresciuta significativamente negli anni, aprendo filiali negli Stati Uniti, in Cina ed in Germania, diventando un player di riferimento del settore ed il leader globale dedicato alla produzione di cuscinetti ed altri componenti meccanici per il segmento dei carrelli elevatori. Con un fatturato di oltre € 70 milioni e circa 220 dipendenti il gruppo si pone l’obiettivo di avviare una ulteriore fase di forte sviluppo.
Con questo presupposto, la famiglia Musso, che rimarrà alla guida dell’azienda e che reinvestirà mantenendo il 40% del capitale, ha deciso di aprire l’azionariato ad IGI ed ai suoi co-investitori. Più in dettaglio il piano strategico prevede uno sviluppo sia per acquisizioni che per via organica continuando ad incrementare gli investimenti in capacità produttiva e potenziando le filiali estere. Flessibilità, qualità e competenze tecniche rendono la società un fornitore stabile, apprezzato e pluripremiato dai propri clienti.
“Crediamo che Meter sia un solido punto di partenza, perfettamente allineato alla nostra strategia di investimento, per un progetto di crescita e sviluppo. La famiglia Musso ha compiuto un lavoro eccezionale nel portare l’azienda ad essere uno dei player di riferimento globale nel suo mercato. IGI è orgogliosa di poter apportare le proprie esperienze e contribuire a questa nuova fase di evoluzione della società” dichiara Andrea Bruschi, Partner di IGI Private Equity e Presidente di Meter.
“Ho vissuto e gestito due passaggi generazionali riusciti; il mio, con mio zio Ezio Mandelli, quando a 24 anni ho avviato Meter e quello con i miei figli Filippo e Corrado con i quali condivido il fortissimo desiderio di continuare a progredire insieme. Operando in un mondo sempre più competitivo e complesso, anche sotto il profilo geopolitico, io e la mia famiglia abbiamo deciso, dovendo e volendo crescere ancora, tutelando le nostre radici e tutti i nostri stakeholder, in particolare i nostri dipendenti, di cogliere l’opportunità che ci veniva offerta da IGI. Re-investendo insieme al fondo per una quota del 40% della società e rimanendo alla guida di Meter, intendiamo perseguire un ambizioso progetto di crescita, anche attraverso acquisizioni, rafforzando la nostra presenza internazionale e consolidando la struttura produttiva in Italia ed all’estero.
Dopo più di 40 anni di crescita è nostro dovere trovare tutte le opportunità per continuare a farlo rimanendo fedeli ai nostri valori di sempre: orientamento al cliente, affidabilità, qualità, …
OME rileva il 100% della tedesca Jungeblodt
I fratelli Jungeblodt reinvestiranno per favorire l’integrazione delle due società e valorizzare persone e competenze.
IGI Private Equity prosegue la strategia di investimento focalizzata sulla transizione sostenibile di aziende famigliari annunciando che OME S.r.l., società nel suo portafoglio, ha acquisito il 100% della Jungeblodt GmbH da Klemens e Heinrich Jungeblodt.
La storica azienda è concorrente attiva nella produzione di sistemi di fissaggio per applicazioni critiche che apparteneva alla omonima famiglia da cinque generazioni. Con sede a Warstein, (in Germania) Jungeblodt realizza oltre € 30 milioni di fatturato con buona marginalità vendendo i propri prodotti sia in Germania sia all’estero, USA e Cina inclusi.
Nell’ambito dell’operazione, i fratelli Jungeblodt reinvestiranno una parte del ricavato dalla vendita per favorire l’integrazione delle due realtà e la valorizzazione di tutte le persone e le competenze presenti nelle due aziende. In aggregato, il gruppo conterà su quasi 400 dipendenti divisi nei poli produttivi di Erba, Cividate Camuno e Warstein.
OME S.r.l., acquisita da IGI nel 2021 dai tre fratelli Filippo, Diego e Carlo Farina, opera da oltre 70 anni nella produzione di sistemi di fissaggio per applicazioni critiche soprattutto nel comparto off-shore, marino e della power generation, dove è richiesta assoluta affidabilità, precisione dei prodotti insieme a certificazioni sui processi produttivi molto stringenti.
OME ha realizzato una importante crescita organica dall’ingresso di IGI, raggiungendo € 50 milioni di fatturato con una marginalità superiore al 20% e un’ottima generazione di cassa. Grazie a questa ottima performance, il management team di OME, guidato da Andrea Zuccarino, ritiene l’integrazione con Jungeblodt un’ottima opportunità di crescita esterna, raggiungendo nuovi clienti in mercati non ancora presidiati, allargando la gamma prodotti e ampliando la capacità produttiva che le due realtà possono offrire sia in termini qualitativi sia quantitativi. L’obiettivo delle due aziende è di arrivare a € 100 milioni di fatturato nel giro di pochi anni, mantenendo la straordinaria qualità dei prodotti e della capacità di servire i clienti con prodotti speciali ad elevato contenuto tecnologico.
“Questa operazione permetterà il consolidamento del Gruppo OME nel segmento dei sistemi di fissaggio critici attraverso l’unione di due storiche realtà produttive nei paesi leader a livello mondiale per le lavorazioni meccaniche e primi in Europa nella produzione di acciaio” dichiara Andrea Zuccarino, CEO di OME.
OME è stata assistita nell’operazione da Equita Mid Cap Advisory per i profili M&A con il CEO Filippo Guicciardi, Andrea Dubini (Director) e Riccardo Zanasi (Associate). PWC ha seguito la due diligence finanziaria con il Partner Giovanni Tinuper e il Senior Manager Giuseppe Cerfeda. Lo studio Flick Gocke Schaumburg ha seguito la due diligence legale e fiscale. Molinari Agostinelli si è occupato della strutturazione del deal, con il Partner Ottavia Alfano ed il Senior Associate Andrea Cristiani. ERM ha curato invece la due diligence EHS, con il Partner Giovanni Aquaro e il Director Marco Orecchia. BonelliErede ha seguito i profili legali dell’operazione e i profili antitrust con un team guidato dal Partner Giulia Bianchi Frangipane e composto dal Managing Associate Marco Cislaghi e i Trainee Angelica Morandini e Melian Zheng.
I venditori sono stati assistiti da MCF …
IGI Private Equity rileva il controllo di ThermoKey da Investo Uno
L’imprenditore Giuseppe Visentini reinveste nell’operazione e continuerà a ricoprire la carica di CEO di Gruppo. Investo Uno, che ha ceduto la partecipazione in ThermoKey, fa capo a Berrier Capital, guidato da Alberto Craici, oltre agli imprenditori Giorgio e Giuseppe Visentini e Giuseppe Patriarca.
30 maggio 2024 – IGI Private Equity, con il supporto di LGT Capital Partners e BNP Paribas BNL Equity Investments in qualità di coinvestitori, rileva il controllo di ThermoKey S.p.A. (la “Società” o il “Gruppo”), società di Rivarotta (UD) fondata nel 1991 e attiva nella filiera HVAC-R (Heating, Ventilation, Air Conditioning & Refrigeration) producendo da oltre 30 anni scambiatori di calore ad aria (batterie e radiatori) e unità ventilate (Dry Coolers, Unit Coolers e Condensers). Il restante 5% sarà detenuto da Giuseppe Visentini e che continuerà a guidare il gruppo in qualità di Amministratore Delegato con il supporto del management team esistente.
Nata come società produttrice di scambiatori, all’interno di un gruppo di più ampie dimensioni, dal 2013, grazie all’ingresso di nuovi investitori e degli imprenditori Giorgio e Giuseppe Visentini, e la nomina di quest’ultimo ad amministratore delegato, ThermoKey diventa indipendente e avvia un piano di evoluzione e sviluppo attraverso il lancio sul mercato di prodotti sempre più complessi ed efficienti, ponendosi come front runner su tematiche quali efficienza energetica, economia circolare e green ed evoluzione tecnologica legata al progresso della normativa di riferimento.
La Società, che conta oltre 200 dipendenti, ha chiuso l’esercizio 2023 con ricavi consolidati pari a circa 60 milioni di euro, in crescita del 20% rispetto all’esercizio precedente, e un EBITDA adjusted superiore a 8 milioni di euro. La produzione è realizzata in un unico sito di 32mila mq a Rivarotta (UD), su 3 stabilimenti produttivi, nel principale distretto HVAC-R italiano e può contare su un elevato supporto e know-how da parte di tutta la filiera, oltre a far leva sulla ThermoKey Deutschland, società commerciale basata in Germania e controllata al 100% da ThermoKey.
“Nel perseguire la strategia di IGI di investire su progetti di transizione sostenibile e sul principio delle 3 R (Reduce, Re-use and Recycle) alla base dell’economia circolare, abbiamo individuato la filiera HVAC-R come particolarmente interessante. Nell’ambito della stessa, sono convinto che ThermoKey rappresenti un’ottima opportunità di investimento; la visione che ha guidato lo sviluppo del business e la definizione del proprio indirizzo strategico ha permesso alla Società di ridurre sia i consumi degli impianti aumentandone l’efficienza sia la quantità di gas refrigeranti migliorandone l’impronta GHG (Greenhouse Gas). ThermoKey, inoltre, è impegnata a realizzare prodotti che durano più a lungo, con design intelligente e uso di materiali riciclabili” dichiara Angelo Mastrandrea, Senior Partner di IGI Private Equity e Presidente di ThermoKey.
“In questi 10 anni di gestione, abbiamo lavorato duramente per posizionare ThermoKey tra le aziende di riferimento in Europa nel nostro settore, puntando sull’affidabilità, la sostenibilità e l’innovazione. Sono felice di poter continuare a guidare l’azienda, con il mio team, a fianco di IGI Private Equity che condivide e supporta il nostro impegno a progettare e produrre soluzioni che rispettino l’ambiente e migliorino la …
Tramec rileva il 100% di Varmec, società vicentina attiva nella produzione di riduttori e variatori di velocità
Tramec S.r.l., azienda di Calderara di Reno (BO) attiva nella progettazione, produzione e commercializzazione di riduttori, guidata dall’Amministratore Delegato Leo Girotti, nel portafoglio di IGI Investimenti Sei da giugno 2021, prosegue nel suo percorso di consolidamento con il supporto da IGI per la creazione di un’eccellenza italiana integrata nel settore del motion control.
Dopo l’acquisizione di MT motori elettrici e Bermar, Tramec ha realizzato il terzo add-on, la Varmec S.r.l. di Thiene (VI), della quale dal 2000 possedeva una quota di minoranza.
Con l’acquisizione della Varmec il Gruppo Tramec punta al raggiungimento di € 70 milioni fatturato, base per un ulteriore percorso di sviluppo, sia interno sia attraverso acquisizioni, previsto per i prossimi anni.
Varmec è attiva dal 1980 nella produzione di riduttori coassiali, riduttori pendolari, variatori di velocità meccanici ed a cinghia e nella produzione di motori elettrici in corrente continua.
La gamma prodotti di Varmec ben si sposa con quella del gruppo Tramec consentendo di compiere un ulteriore passo verso l’evoluzione strategica del gruppo da fornitore di prodotti (riduttori) ad una eccellenza completa e integrata per il motion control.
Alla guida di Varmec rimarrà Waldi Franzon, affiancato da Leo Girotti (CEO di Tramec), con l’obiettivo di garantire continuità nei rapporti ma anche integrazione con Tramec.
Leo Girotti ha commentato l’acquisizione: “sono molto contento di confermare e consolidare ulteriormente il ruolo della Varmec nella famiglia Tramec, con l’acquisto del controllo intendiamo supportare l’azienda nel suo sviluppo futuro, cercando di cogliere sinergie di prodotto, commerciali ed organizzative con il resto del Gruppo.”
Waldi Franzon ha aggiunto: “ credo sia un passo importante per Varmec. Entrare a far parte di un gruppo solido, importante e riconosciuto dal mercato internazionale non potrà che innescare nuove sinergie che daranno sicuramente slancio a nuovi pogetti per una crescita comune.”
IGI è attiva nella gestione di fondi di Private Equity specializzati in investimenti in piccole e medie realtà industriali manifatturiere italiane attraverso operazioni di maggioranza. Il Gruppo Tramec è il quarto investimento del fondo IGI investimenti Sei per il quale IGI ha raccolto € 170 milioni.
Sul deal per Tramec ha lavorato Cerina Studio Legale per il supporto legale.
Argos Climate Action Fund acquisita Bracchi
Argos Climate Action Fund acquisita Bracchi, azienda leader nel settore dei trasporti e della logistica in Italia. Anima Alternative SGR, Clessidra Capital Credit SGR ed il Management co-investitori.
L’obiettivo è di posizionare Bracchi all’avanguardia del settore in termini di offerta verde, attuando una chiara strategia di decarbonizzazione. Argos Climate Action, fondo di buyout focalizzato sulla decarbonizzazione delle PMI europee, punta a un obiettivo di riduzione dell’intensità di CO2 del 7,5% all’anno e a un allineamento diretto degli incentivi del team alle performance ambientali.
Dopo l’annuncio del primo closing avvenuto a inizio settembre Argos Climate Action, primo fondo europeo di buyout “Grey to Green”, annuncia oggi l’ingresso in Bracchi, leader del trasporto merci e della logistica, con una quota di maggioranza. L’operazione è stata realizzata con il coinvestimento da parte di Anima Alternative SGR, Clessidra Capital Credit SGR ed il Management. L’azienda è stata rilevata dai fondi IGI Private Equity e Siparex.
Nata come azienda di trasporti locale italiana, Bracchi oggi è tra i più importanti operatori logistici e di trasporto a livello europeo, e gestisce servizi su misura in settori di nicchia altamente specializzati come gli ascensori, le attrezzature agricole e i marchi del lusso. L’azienda è un punto di riferimento per tutti i clienti che vogliono avvalersi di un unico interlocutore per qualsiasi esigenza di supporto logistico e distributivo in Italia, Europa e nel mondo. Bracchi conta 650 dipendenti ed ha generato, nel 2022, un fatturato di oltre 180 milioni di euro operando da 7 sedi regionali e 11 hub in Europa, mentre per il 2023 è attesa una chiusura a circa 200 milioni.
Il Business Plan per gli anni futuri prevede di espandere la copertura geografica, acquisire nuovo know-how tecnico in altre nicchie logistiche speciali e far crescere la base clienti. In ossequio alla mission del Fondo, centrale per la tesi di investimento e la creazione di valore, è l’ambizioso piano di decarbonizzazione delle operations che mira a dimezzare l’intensità delle emissioni di CO2 nell’arco di cinque anni negli ambiti Scope 1, 2 e 3.
Supportato dalla forte volontà del management di avviare una transizione ambientale, il piano è guidato dalla domanda, in quanto i principali clienti di Bracchi stanno già accelerando la decarbonizzazione della loro filiera a monte e a valle della propria filiera, è sostenuto da soluzioni tecniche validate in un settore a così alto impatto carbonico ed è basato su partnership innovative relativamente al procurement di biocarburanti.
Il nuovo Consiglio di Amministrazione sarà presieduto da Paolo Scaroni che guiderà l’azienda nel suo percorso di decarbonizzazione, con focus strategico sui biocarburanti innovativi e altri sistemi di mobilità sostenibile.
La transazione è stata strutturata con un mix di equity (sottoscritto da Argos Climate Action Fund, Anima Alternative 1, Clessidra Private Debt Fund), finanziamento junior (fornito da Anima Alternative 1 e Clessidra Private Debt Fund) e finanziamento senior fornito da BNL e BancoBPM.
Si tratta della prima pietra miliare della strategia di estensione della piattaforma Argos Wityu al di là degli storici fondi Mid-Market. Sostenuto da Istituzioni pubbliche, investitori istituzionali e Family Office, tutti con profonde …
IGI Private Equity, accordo con Prometeia per valutare l’esposizione del portafoglio investimenti ai rischi climatici
Milano 13 novembre 2023 – IGI Private Equity, SGR indipendente specializzata nell’investimento in capitale di società di piccole e medie dimensioni italiane, ha avviato nel corso del 2023 una collaborazione con Prometeia – primaria società di consulenza da anni attiva in ambito sostenibilità e private markets con un team dedicato – per valutare l’esposizione del proprio portafoglio investimenti ai rischi climatici.
L’accordo nasce dalla volontà di IGI di rispondere alla crescente attenzione a livello nazionale ed europeo in merito all’integrazione dei rischi ESG, in particolare quelli legati al clima e all’ambiente, nel modello strategico e operativo degli operatori finanziari. IGI, che ha integrato, sempre con l’aiuto di Prometeia, le analisi ESG nel proprio processo di investimento, ha dunque deciso di estendere l’assessment delle società in portafoglio anche ai rischi climatici, sia in fase di due diligence che di monitoring periodico.
Forte dell’expertise maturata nell’analisi settoriale e immobiliare, Prometeia applica al settore del risparmio gestito, in particolare al mondo degli investimenti in private assets, una modellistica articolata e completa per il climate risk assessment.
Il modello permette di valutare l’esposizione ai rischi climatici sia a livello di singola impresa che a livello aggregato di portafoglio sulla base di vari scenari futuri. Il modello prende in considerazione gli impatti derivanti sia dal rischio di transizione sia da quello fisico; da un lato sono analizzati i rischi associati a una transizione verso un’economia a minore impatto ambientale sul bilancio delle portfolio companies, dall’altro, l’esposizione dei singoli immobili delle società all’aumento, in termini di frequenza e dimensioni, di rischi ambientali come inondazioni, incendi e frane.
La presenza di un solido framework di data collection ESG ha consentito a IGI di valorizzare all’interno del modello di climate risk assessment i dati specifici delle singole società acquisite in relazione al profilo di emissioni e di consumi energetici. Questo consente anche di valutarne il posizionamento rispetto al settore di riferimento e di stimare, in diversi casi, il miglior posizionamento delle stesse imprese rispetto al benchmark settoriale.
Matteo Cirla, Amministratore Delegato e Responsabile di Sostenibilità di IGI Private Equity ha dichiarato: “IGI ha dedicato notevoli sforzi all’integrazione dei fattori di sostenibilità nei propri processi di investimento ma riconosce che le sfide ambientali e climatiche da affrontare sono in costante evoluzione. La crescita nella collaborazione con Prometeia rappresenta un passo importante in questa direzione, consentendoci di acquisire una migliore comprensione dei rischi climatici ai quali il nostro portafoglio è esposto e di gestirli in modo appropriato. In IGI siamo consapevoli di svolgere un importante ruolo di leadership nella transizione delle aziende in cui investiamo, non solo dimensionale ed organizzativa, ma anche a supporto di un percorso di sostenibilità. Riteniamo che la comprensione dei potenziali impatti climatici ci renda investitori più informati e responsabili.”
Per Claudio Bocci, Partner di Prometeia e Head of Asset Management: “Il tema dei rischi legati al cambiamento climatico sta assumendo un ruolo sempre più centrale nell’agenda del Regolatore Europeo e l’attenzione degli investitori istituzionali verso l’analisi di esposizione dei portafogli al climate risk sta crescendo rapidamente. Con l’adozione di questo framework …
IGI Private Equity vende Nuovaplast a Valgroup
Il Fondo IGI Investimenti Sei (IGI Private Equity) ha ceduto Nuovaplast a Valgroup, holding company di un Gruppo attivo da oltre 45 anni nell’industria dei polimeri vergini e riciclati e con un fatturato di circa 1,5 miliardi di dollari. Oggi Valgroup è uno dei maggiori produttori, trasformatori e riciclatori di polimeri, con attività in Brasile, Spagna, Stati Uniti, Messico e Uruguay.
Nel gennaio del 2019 IGI Private Equity ha acquisito il controllo di Nuovaplast, società di Villa Lempa (Teramo) e attiva nella produzione di preforme in PET per il settore delle acque minerali, olio, latte, detergenti e personal care. All’operazione hanno partecipato come soci di minoranza l’imprenditore Roberto Tomasoni, precedente proprietario, ed Equilybra S.p.A..
In questi anni, il fondo IGI ha portato avanti un processo di sviluppo commerciale finalizzato al consolidamento della posizione di leadership della società sul mercato, di espansione della capacità produttiva e di mantenimento di leadership tecnologica e di automazione attraverso importanti investimenti.
Il fondo ha strategicamente integrato Nuovaplast a monte della catena del valore grazie al nuovo impianto di produzione di PET riciclato partendo da scaglie di bottiglie post-consumo attraverso una nuova società chiamata 3R, e ha effettuato il passaggio generazionale dall’imprenditore Tomasoni grazie alla progressiva managerializzazione della società.
Nel 2022 Nuovaplast prevede di chiudere l’anno con un fatturato superiore ai 90 milioni di euro e un Ebitda del 15% circa.
Valgroup, holding company con sede in Lussemburgo converte oltre 600 mila tonnellate all’anno di resine vergini in imballaggi di plastica rigidi e flessibili e oltre 100 mila tonnellate di plastica riciclata post-consumo.
La maggior parte delle attività di Valgroup sono localizzate in Brasile; la presenza in Europa è marginale (in Spagna) e limitata alle resine PET riciclate.
“Con Nuovaplast abbiamo portato a termine, tra i tanti, due obiettivi fondamentali della nostra strategia di investimento: la gestione del passaggio generazionale in azienda con l’ingresso di un team di managers capaci e l’implementazione di un progetto di economia circolare con l’investimento nella controllata 3R che permette al gruppo Nuovaplast di internalizzare la produzione di R-PET (PET riciclato) partendo da scaglie di bottiglie post-consumo” dichiara Angelo Mastrandrea, partner di IGI Private Equity, “Grazie al lavoro fatto abbiamo ceduto a Valgroup una società leader di mercato con un solido management team e una chiara vocazione green”.
“Con questa operazione vogliamo diversificare, anche geograficamente il core business del gruppo, espandendo la nostra presenza in Europa” dichiara Luigi Geronimi Presidente di Valgroup, “L’acquisizione di Nuovaplast ci permetterà di entrare in un nuovo mercato con una posizione già ben consolidata e lo sviluppo di rapporti sinergici con i principali fornitori e clienti del settore e ottenendo economie di scala”.
IGI è stata assistita nella vendita da: Mediobanca, advisor finanziario dell’operazione, con un team formato da Andrea Sorci, Magda Pellecchia ed Eleonora Candeo; LABS Corporate Finance, advisor per la strutturazione dell’operazione, con Luca Spazzadeschi ed Elena Giacomelli; Studio Legale Chiomenti, per la parte legale, con il partner Luca Liistro, Arnaldo Cremona, Maria Laura Zucchini e Carola Dalla Riva; KPMG ha supportato la società sulla due diligence finanziaria con il partner Lorenzo Brusa …
